LUOGHI D'INTERESSE

I castelli

I castelli presenti nella zona furono edificati durante il Medioevo, soprattutto nel periodo normanno, e sovente sorgevano in posizioni strategiche, come la cima dei colli oppure il valico delle valli. I castelli erano cinti da grosse mura e muniti di torri; spesso intorno al castello vi era un profondo fossato pieno d'acqua e dei ponti levatoi davanti alle porte. Oltre all'abitazione signorile, vi era una cappella, grosse camerate per uomini di armi, magazzini e scuderie, mentre nel seminterrato vi erano le terribili carceri.

Castello dell'Ettore_Apice Vecchia

Il castello dell’Ettore è’ situato a nord dell'ingresso del vecchio paese e il suo corpo di fabbrica, con il passare dei secoli, ha subito grandi trasformazioni.

Il castello ha una pianta a forma decagonale e difeso da possenti mura, l'edificio nel passato era dotato di quattro torri; oggi ce ne sono solo due al di sotto delle quali c'erano i sotterranei, adibiti ai prigionieri e, secondo alcuni, gallerie che permettevano di uscire dal paese in caso di assedio. Dentro le mura c'è un grande cortile con una fontanella che serviva l'acqua agli abitanti e per abbeverare gli animali. Intorno al cortile c'erano le stanze dei servitori, salita una grande scalinata, al primo piano, c'erano i saloni di rappresentanza, mentre le camere padronali erano al piano superiore e nelle torri. Nel trascorrere degli anni, il castello dell’Ettore è stato trasformato in Casa Comunale, Caserma dei Carabinieri, Scuola Elementare, Sede del Fascio, e ultimamente in Museo Storico con annessa Biblioteca. Oggi può essere ammirato, almeno in parte, nel suo intero splendore grazie ad un laborioso progetto di ristrutturazione attuato dal Comune.

Castello di Federico II di Svevia_Calvi-Località Cubante

Il Castello di Federico II, detto "Casino del Principe", si trova in località Cubante (l’antico Covante), frazione di Calvi il cui nome deriva da Leo Cubans (“leone che giace”): un luogo denso di storia se si pensa che qui vi fu una colonia di Liguri voluta dal console romano Publio Cornelio Scipione, che da qui passava la Via Appia diretta ad Eclano (l’odierna Mirabella Eclano), che qui si tennero due battaglie fra il console Tiberio Sempronio Gracco ed il generale cartaginese Annone, successivamente scontratosi anche con il console Quinto Fulvio Flacco, ed uscito sconfitto in entrambi i casi.

Eretto verso il 1229 quando Federico II ritornò dalla Crociata in Terrasanta, o come altri invece ipotizzano nel 1240, è considerato come l'ultima residenza federiciana del meridione d'Italia; l'edificio fu fatto costruire dall'Imperatore svevo secondo alcuni perché doveva servire come sosta di riposo durante i suoi trasferimenti a Melfi, secondo altri per poter essere presente sul luogo durante le trattative di pace con i beneventani nel periodo dei conflitti con il Papato.

L'edificio, in pietra grigia, è ad oggi sostanzialmente integro, anche se non in ottimo stato. Fino a tempi piuttosto recenti era abitato ed una parte del castello è stata ristrutturata ed è ora adibita a centro agrituristico. 

Il Ponte Appiano_Località "Ponte Rotto"_Apice-Calvi

Situato a circa 3 km da Apice, nella frazione del Cubante (Calvi) e posto poco distante dal castello di Federico II, il ponte Appiano (ponte Rotto per i paesani) con i suoi resti ancora oggi sfida il tempo e gli uomini. Risalente al 20 A.C., in origine si presume fosse in legno e successivamente, per ovviare all'incremento del traffico di mercanti, soldati e pellegrini lungo la Via Appia, le Autorità di Roma decisero di riedificarlo con una struttura più resistente; esso, infatti, nell'antichità permetteva alla via Appia di superare il fiume Calore per continuare verso il porto di Brindisi, consentendo così il libero scambio di merci che dalla Grecia giungevano a Roma.In origine era formato da 9 arcate, lungo 150 metri ed alto 9 metri; oggi è in buone condizioni solo la parte centrale mentre i resti dei pilastri si trovano poco distanti.

Le Chiese

Numerosi sono gli edifici presenti nei territori dei due Comuni destinati al culto religioso e di notevole interesse storico, architettonico e artistico.

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo_Apice Vecchia

Di origine longobarda, la chiesa ha forma di croce latina. Sulla facciata all'interno di due nicchie sono raffigurati una suora e un abate vestito con abiti pontificali che regge un pastorale. L'interno è a tre navate separate da colonnati in stile ionico. Dei 18 altari in marmi policromi che erano presenti nel XV secolo, si conservano solo alcuni; l'altare maggiore è affiancato dalle sculture settecentesche di due angeli. L'abside ospita un coro ligneo di buona fattura. I dipinti cinquecenteschi rappresentano la Risurrezione di Cristo e l'Ascensione. Il campanile originario della chiesa fu distrutto dal terremoto del 1930 ed è stato sostituito da uno di edificazione recente. La casa arcipretale fu ristrutturata nel 1728 su iniziativa dell'abate e arciprete don Paolo Barone, previo assenso della curia beneventana. Annessa alla chiesa è la Congrega di Santa Maria Immacolata; nel 1618 il Cardinale Maria Vincenzo Orsini vi istituì la Confraternita del SS. Corpo di Cristo con concessioni di indulgenze nelle varie festività dell'anno. Nella chiesa abbaziale erano conservate le seguenti sacre reliquie: velo della Madonna; pallio di San Giuseppe; osso di San Filippo Neri; osso di San Pietro; osso di San Paolo; osso di San Donato; osso di Sant'Antonio Abate; osso di San Marco Vescovo; cuore, abito, carne ed ossa di San Giuseppe da Copertino; veste di Sant'Andrea di Avellino; mantello di San Francesco di Paola.

Chiesa di San Nicola_Apice Vecchia

Nonostante non si conosca con certezza la data della sua fondazione, alla Chiesa di San Nicola è legata l'importante leggenda delle origini di Apice.

La chiesa ha una bella sacrestia, che attraverso un corridoio termina in un piccolo giardino. Annessa alla chiesa vi era la Congrega di Santa Maria del Rosario, costituita prima del 1600.

La chiesa è stata più volte distrutta dai vari terremoti che si sono susseguiti e più volte è stata riportata all'antico splendore, fino all'ultimo sisma del 1980.

La parrocchia conservava, fino a qualche anno fa, le seguenti reliquie:

legno della Santa Croce; osso di Sant'Anna; osso di Sant'Alfonso Liguori; osso di San Giovanni Battista.

E' curioso osservare che i sacerdoti di questa parrocchia, per concessione fatta dall'Arcivescovo, hanno il privilegio di indossare la pelliccia o il mozzetto.

Convento di Sant'Antonio_Apice

Il Convento di Sant'Antonio si trova poco distante dall'attuale centro abitato di Apice. Una lapide incassata nella parete sinistra della chiesa ci dice che il convento fu edificato nel 1530 da Padre Ludovico Fossombrone. La chiesa del Convento presenta un’architettura molto interessante; l'altare maggiore è un’opera d'arte in legno del 1694 realizzata Bernardino da Massa. Al centro dell'altare maggiore, incastonato nel legno, è posto un bellissimo quadro raffigurante San Francesco che riceve le stimmate. Sul lato destro della navata vi è l'altare dedicato a Sant’ Antonio, al di sopra del quale è presente la miracolosa immagine del Santo padovano, dipinto con il copricapo in testa, con il giglio nella mano sinistra e nella destra un libro. La chiesa è arricchita di indulgenza plenaria nei seguenti giorni: festa di San Francesco, di Sant'Antonio da Padova e di Santa Chiara. Durante queste festività, il visitatore guadagna 40 anni e 300 giorni di indulgenze, così come riportato dalla lapide che era posta sulla navata sinistra. Questo Convento è un Santuario paragonabile a quelli più importanti d'Italia. Qui, specialmente durante la tredicina e nel giorno della festa di Sant'Antonio di Padova (13 giugno) si recano migliaia di persone dai paesi limitrofi e non, ed alcuni ancora oggi, giungono a piedi fino all'altare del Santo.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli_Calvi

La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è un edifico religioso realizzato ad opera delle locali maestranze campane agli inizi del XX secolo. Infatti la sua realizzazione risale al 1903. Nel corso degli anni l'edificio non ha subito crolli o danneggiamenti che ne hanno modificato l'impianto originario che pertanto è attualmente visibile. Nel 1983 a seguito degli eventi sismici del 1980 è stato eseguito un intervento di manutenzione straordinario dalla copertura e delle facciate. La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è un edificio religioso in muratura portante di pietrame. L'edifico è caratterizzato da una pianta rettangolare ad una unica navata centrale che termina con l'abside.L'altare è completamente in marmo bianco con due colonne a decorazione.

 

Chiesa di San Gerardo Maiella_Calvi

La Chiesa di San Gerardo Maiella  è un edifico religioso realizzato ad opera delle locali maestranze campane alla fine del XIX secolo. Infatti la sua realizzazione risale al 1882. Nel corso degli anni l'edificio non ha subito crolli o danneggiamenti che ne hanno modificato l'impianto originario che pertanto è attualmente visibile. Nel 1983 a seguito degli eventi sismici del 1980 è stato eseguito un intervento di manutenzione straordinario dalla copertura e delle facciate.La Chiesa di San Gerardo Maiella è un edificio religioso in muratura portante di pietrame. L'edifico è caratterizzato da una pianta rettangolare ad una unica navata centrale che termina con l'abside. Le pareti interne sono rifinite ad intonaco e tinteggiate con vernice di colore chiaro. Esternamente la chiesa si caratterizza per i suoi prospetti intonacati e tinteggiati con vernice di colore chiaro.

 

La fonte miracolosa_Apice

Apice possiede il grande privilegio di avere una fonte miracolosa scaturita per virtù di San Francesco d'Assisi, nei pressi di quelli che ormai sono i ruderi del Convento di San Francesco risalente al 1222.

San Francesco d'Assisi, attraversando il Sannio, si recò ad Apice e sopra un'amena e pittoresca collina, da cui si gode di un vasto panorama, edificò per sé e per i suoi frati il Convento di S. Maria dell'Oliva. Nel folto bosco, prima di giungere alla cima del colle, nei pressi dell'eremitaggio di S. Maria dell'Oliva, Frate Francesco riuscì ad ottenere la regolare cessione di un pezzo di terreno a favore dei suoi frati, i quali in quel luogo scavarono rozze e strette celle per dedicarsi meglio alla contemplazione ed alla preghiera. In quel tempo la contrada era povera di acqua, tanto che gli abitanti del luogo per fornirsene dovevano recarsi fino al fiume Calore: il Santo secondo la leggenda compì il prodigio di far zampillare l'acqua da un grosso masso. La leggenda narra che i monaci, nello scavare la fonte, trovarono ostacolo e non poterono smuovere un grosso sasso, per cui chiamarono San Francesco, il quale si curvò e con appena tre dita, cioè il pollice, l’ indice e il medio, sollevò il grosso macigno, facendo sgorgare acqua fresca, limpida ed abbondante. La fonte miracolosa è di fronte al luogo dove era situata la cella del Santo; si accede alla fonte entrando in una grotta e sul muro destro vi è una pietra su cui è incisa a seguente epigrafe: "Fonte miracolosa scatorita dal P.S. Francesco – anno salutis nostrae MCCXXII".  Sul lato sinistro, invece, a ricordo del prodigio si conserva ancora il grosso macigno con le impronte delle tre dita del Santo. Si racconta che l'acqua, abbondantissima, è alimentata soltanto da tre gocce che cadono ad intervalli regolari; all'interno della fonte si scorge, scolpito sul masso, un frate con le braccia incrociate.

Da visitare, inoltre:

  • Chiesa di San Donato_Località San Donato-Apice
  • Portone Mirra_Calvi
  • Località De Gregorio_Cubante-Calvi